La chiamata alle urne serve essenzialmente per contare il bestiame, per misurare l'imprinting del potere sulla gente.
Difatti il loro più grande incubo sono i seggi deserti, perché questo significherebbe dissenso e disconoscimento delle autorità.
Il nostro voto invece, serve a garantire loro la continuità e la conferma che il popolo è obbediente e addormentato.
È il consenso farlocco, che da sempre viene utilizzato come pretesto per fare ciò che vogliono, per compiere quelle scelte "impopolari" una volta eletti, per un bene superiore. Il voto, è per l'elettore convinto, una forma di legame malato con la sorte, la stessa malattia del giocatore d'azzardo, che sapendo di perdere, continua a giocare.
In prima battuta l'elettore viene ipnotizzato da una suadente campagnia pubblicitaria da parte del partito, gli argomenti sono sempre gli stessi: sicurezza, lavoro, santità, immigrazione, uscita dall'euro…